Un’onda rosa si fa strada nel mondo azzurro di Più Mutui Casa. Discrete ma decise, dal tocco delicato ma convinto, le quote femminili aumentano nella società creditizia, sfondando barriere di pregiudizi e convenzioni. Per decadi il settore è stato considerato appannaggio per lo più maschile. Ebbene: le cose stanno (finalmente) cambiando.
Negli ultimi anni la mediazione creditizia in generale e PMC in particolare si stanno aprendo sempre più al gentil sesso, innescando un percorso a doppio senso fondato su stima, interesse, rispetto e professionalità reciproca. A dimostrarlo numeri in crescita sul fronte occupazionale. In PMC le quote rosa rappresentano a oggi il 26% dello staff, hanno un’età media di 33 anni e occupano ruoli trasversali per area di competenza e livello gerarchico. Da consulenti creditizie a tutor, da direttori a manager, le figure femminili si stanno ritagliando posizioni importanti e gratificanti, conquistandosi non solo i meritati apprezzamenti professionali, ma anche belle soddisfazioni.
Ne sanno qualcosa Elisa Sala e Veronica De Nicola, entrambe sul podio all’ultimo Congresso Internazionale Tempocasa, andato in scena a Rimini la scorsa primavera. Rispettivamente medaglia d’oro e medaglia di bronzo, le due consulenti si sono fatte valere sul campo, al punto da sbaragliare la concorrenza e imporsi.
Come le due vincitrici Elisa e Veronica, all’interno della società creditizia azzurra sono tante le donne capaci. Tra queste, Laura D’Ambrogio. 53 anni, area manager PMC, in azienda da un decennio, guida con successo e passione ben 12 uffici. «Amo il mio lavoro e amo soprattutto fare in modo che i miei uffici e le mie risorse crescano professionalmente in un ambiente sano e sereno, che possa valorizzare le singole potenzialità, mettendole a frutto», dice D’Ambrogio.
Con dedizione la quota rosa di PMC si prende cura dei propri uffici azzurri, un po’ come a casa si prende cura delle sue tre figlie Elisa, Sara e Lorena. Moglie, madre e manager, Laura è una donna completa, che riesce a conciliare vita professionale e familiare. Come? «Grazie al supporto della mia famiglia, a una buona organizzazione quotidiana, al fatto di non sentirmi in colpa se tengo sia alle mie ragazze sia alla mia attività lavorativa», spiega con totale franchezza. Per poi aggiungere: «E grazie alla convinzione che si può fare tutto e si può farlo bene. Basta volerlo».