Dopo otto tagli dei tassi a partire da giugno 2024, la Banca Centrale Europea ha scelto la via della pausa, interrompendo la staffetta. Una decisione ampiamente prevista e attesa da esperti e mercati, formalizzata al termine della riunione di ieri, 24 luglio, del Consiglio direttivo di Francoforte. L’Euroboard ha ufficializzato la sospensione della politica espansiva, lasciando invariati i tre tassi chiave: 2% sui depositi, 2,15% per le operazioni di rifinanziamento principali e 2,40% per il tasso marginale.
«Finora l'economia ha mostrato nel complesso buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale. Al tempo stesso, il panorama resta eccezionalmente incerto, soprattutto a causa delle controversie commerciali» si legge nel comunicato dell’Eurotower.
La scelta riflette la volontà di monitorare l’impatto dei dazi USA e l’evoluzione del contesto macroeconomico. Con un’inflazione rientrata verso l’obiettivo del 2% e un euro rafforzato, Christine Lagarde ha, quindi, optato per la cautela, senza chiudere però la porta a eventuali nuovi interventi nei prossimi mesi.
Chi ha un mutuo a tasso variabile può tirare un sospiro di sollievo: le condizioni vantaggiose accumulate negli ultimi mesi restano confermate. Le rate non aumentano, ma è verosimile che, per il momento, la fase discendente sia rimandata a data da definirsi. Gli osservatori non prevedono nuovi tagli prima dell’autunno, e solo in presenza di segnali evidenti di rallentamento o pressioni deflattive.
Il mercato dei mutui entra così in una fase di stabilità. I tassi, secondo le proiezioni, resteranno fermi con un Euribor stabile intorno la soglia del 2%. Nessun nuovo slancio al ribasso, ma anche nessuna impennata all’orizzonte.
Per chi è in procinto di acquistare casa, questo potrebbe essere il momento giusto per approfittare di condizioni nel complesso favorevoli e cogliere l’attimo o, meglio, accendere il mutuo.