I mutui tornano a crescere. Dopo due anni di forte contrazione, il 2025 rappresenta un punto di svolta per il mercato del credito, spinto dal graduale calo dei tassi d’interesse – ben otto tagli consecutivi da parte della BCE in dodici mesi, per una riduzione complessiva di 200 punti base – e da una domanda tornata attiva, soprattutto tra chi acquista la prima casa.
Secondo i dati del Barometro CRIF (Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria) aggiornati a fine anno, nei primi sei mesi del 2025 i nuovi mutui erogati sono cresciuti del 37,4% rispetto allo stesso periodo del 2024. Un incremento trainato anche dal boom delle surroghe, che hanno registrato una crescita del 67%, complice la corsa dei mutuatari a condizioni più vantaggiose per la discesa dell’Euribor.
La ripresa ha portato il volume complessivo dell’erogato a toccare quota 45,8 miliardi di euro, tra i valori più alti dell’ultimo decennio. Un livello sostenuto soprattutto dalla discesa del costo del denaro: i rapporti ABI (Associazione Bancaria Italiana) mostrano che, nel corso del 2025, il tasso medio applicato ai nuovi mutui si è stabilizzato intorno al 3,2%, in netto calo rispetto ai picchi registrati nel biennio precedente (4,5%). I mutui a tasso variabile, in particolare, sono tornati a essere competitivi: a fine anno offrivano una rata mensile mediamente inferiore di 30–40 euro rispetto a quello fisso, anche se solo una quota minoritaria di mutuatari (circa il 5%) ha scelto questa opzione, mentre in molti hanno preferito la stabilità del tasso fisso.
La durata media dei mutui si è mantenuta stabile a 24 anni e 7 mesi, mentre la domanda complessiva ha chiuso l’anno con una crescita media del 12%.A fronte di queste condizioni, la rata media mensile per i nuovi mutui nel 2025 si è attestata intorno ai 700 euro, mentre quella dei mutui in corso è rimasta stabile sui 600 euro/mese, con un’incidenza media sul reddito familiare del 17%, in calo rispetto al 20% del 2024.
Anche l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate conferma il ritorno del mutuo come strumento centrale nelle transazioni immobiliari. Nel secondo trimestre del 2025, la quota di compravendite assistite da mutuo ipotecario ha raggiunto il 46%, in decisa crescita rispetto al 2024 (41%). Resta alta anche la quota di compravendite con agevolazione “prima casa”, stabilmente sopra il 70%, a conferma del ruolo centrale dell’abitazione principale nelle scelte degli italiani.
La ripresa dell’accesso al credito è un elemento chiave della ripartenza complessiva del mercato residenziale, tanto che, secondo Nomisma, nel 2025 proprio i mutui sono stati il vero motore della domanda. Le condizioni più favorevoli offerte dal sistema bancario hanno dato nuova fiducia soprattutto alle famiglie più giovani, alle prese con i primi acquisti e alla ricerca di soluzioni sostenibili sul lungo periodo. Non a caso, oltre il 60% delle richieste di mutuo è arrivato da persone tra i 25 e i 44 anni, con una crescita anche nella fascia under 36, grazie alla proroga parziale degli incentivi e garanzie statali.
Le previsioni per il 2026 confermano uno scenario di stabilizzazione espansiva. Secondo le analisi CRIF e ABI, i tassi dovrebbero mantenersi su livelli contenuti, sostenendo ancora il flusso di nuove erogazioni. Dopo un 2025 da record, il mercato del credito sembra dunque destinato a consolidarsi su nuovi equilibri, meno condizionati dalla volatilità dei mercati finanziari e più legati alla solidità del sistema bancario e alla fiducia delle famiglie.