Se gli chiedi di descriversi in tre parole quasi certamente risponderà «concreto, diretto e sicuro». E la sua storia ne è la riprova.
Classe 1972, milanese doc, Olaf Busolini è in Più Mutui Casa fin dalla sua fondazione, nel 2013. Oggi direttore del financial point di San Giuliano Milanese, ha alle spalle svariate esperienze lavorative.
«Finiti gli studi superiori, partecipo al servizio obbligatorio militare con il ruolo di caporale istruttore nel distretto di Padova. Un’esperienza incredibile, che mi dà tanto. Conclusa questa piccola parentesi, mi rimbocco le maniche e inizio a lavorare nell'azienda di mio padre. Divento responsabile tecnico e resto nella realtà di famiglia fino al 1999. Poi decido di cambiare: capisco che quella non è la mia strada. Trovo lavoro in un negozio di elettronica a Milano e ci rimango fino al 2003», racconta.
È quello l’anno della (prima) svolta per Olaf. «Sulla mia strada incontro il mondo dell’intermediazione creditizia. E mi ci butto. Parto da una realtà piccola ma radicata e qui cerco di imparare il più possibile. Ci rimango fino al 2009, quando sul mio cammino incontro Carlo Chidini (oggi presidente di Più Mutui Casa, ndr), che mi propone di entrare a far parte di Più Unica (antenata di PMC). Accetto senza pensarci e divento il responsabile del personale dell'ufficio di Milano. Complice la crisi, la situazione non è delle migliori. Ma, quando nel 2013 Carlo mi propone di seguirlo nella nuova avventura, con la neonata Più Mutui Casa, non mi tiro indietro. Credo nel progetto e voglio dare il meglio in questo lavoro. Inizio nell'ufficio di Vigevano, per passare – nel 2014 – a quello di Novara e ci rimango fino al 2017. È questo l’anno della mia vera grande svolta. Sì, perché divento direttore del financial point di San Giuliano Milanese. Un traguardo sicuramente importante, tagliato anche grazie al supporto continuo della mia famiglia, che mi sostiene ogni giorno in tutte le mie scelte», spiega.
Cosa significa essere un direttore in PMC? «Le difficoltà di essere un direttore sono tante. Il ruolo è completamente diverso da quello di un normale consulente. Bisogna imparare a guidare le persone, farle crescere e gestire allo stesso tempo le difficoltà che si possono incontrare. Le soddisfazioni ovviamente non mancano, condite però da qualche delusione. Insieme, ovviamente, a qualche delusione. Una su tutte? Perdere un collaboratore: senti di non avere fatto un buon lavoro, di avere deluso le aspettative di chi si era affidato a te. Se invece penso alle soddisfazioni, posso solo dire che ne arrivano tante ogni giorno. Sono una motivazione in più a dare sempre il meglio per ottenere risultati ancora migliori».
E se guardiamo al futuro? «Gli obiettivi sul breve termine sono molto semplici: voglio inserire più ragazzi all'interno dell'azienda. Se invece guardo al futuro più lontano, l’obiettivo è sicuramente più ambizioso: voglio aprire altri due uffici e diventare Area manager, un ruolo di indubbio spessore in PMC».