chiudi

Ufficio Reclami di Più Mutui Casa


Il Cliente può presentare reclamo in relazione al contratto di mediazione creditizia sottoscritto con Più Mutui Casa Spa mediante comunicazione a mezzo lettera raccomandata da inviare a Più Mutui Casa Spa, via Carolina Romani, 2 - 20091 BRESSO (MI) o mediante e-mail all'indirizzo ufficioreclami@piumutuicasa.it indicando:
  • nominativo/denominazione del Cliente;
  • recapiti telefonici/mail del Cliente;
  • data della sottoscrizione del contratto di mediazione;
  • motivazione del reclamo;
  • richiesta nei confronti di Più Mutui Casa Spa

DOWNLOAD
• Rendiconto 2019 sull'attività di gestione reclami


Più Mutui Casa S.p.A.
Iscrizione Elenco Mediatori Creditizi n°M65
Iscrizione RUI E000252674 - P.IVA 03287960961

Blog

Più Mutui Casa

Emergenza Coronavirus, l'andamento del settore




Pubblicato il 31-03-2020

Non c’è dubbio: l’emergenza Coronavirus sta cambiando lo scenario economico-finanziario mondiale. E, dagli esperti di settore, piovono le più disparate previsioni. Da una parte ci sono le analisi di mercato che danno per scontata ormai una crisi globale senza precedenti, dall'altra valutazioni più ottimistiche che, comparando i dati con la crisi del 2008, ritengono la situazione attuale meno preoccupante della passata. Per capire davvero cosa sta accadendo, il suggerimento è quello di attenersi a dati verificati e veritieri, evitando estremismi in entrambe le direzioni. Proviamo allora a dipingere cosa dobbiamo aspettarci al termine dell’emergenza, quando la vita e il lavoro riprenderanno a ritmi regolari.

Mercato immobiliare, a rischio commercio e turismo


È inutile negarlo: in Italia la diffusione del Coronavirus ha sicuramente sgonfiato gli animi e peggiorato una situazione che - alla luce del piano previsto dalla Banca Centrale Europea con il nuovo Quantitative Easing riconfermato da Christine Lagarde (presidente BCE) a inizio anno - si prospettava invece di crescita e ripresa sia dell’economia, sia dei settori immobiliare e creditizio.

Ma entriamo nel dettaglio.

Considerate le turbolenze delle borse e la volatilità degli investimenti sui “beni rifugio”, il settore del Real Estate sembra viaggiare almeno per il momento su un'altra frequenza e rimanere, parzialmente, una certezza. Parzialmente, perché al  momento a rischio c'è di sicuro una certa tipologia di immobili, tra cui quelli commerciali. È difficile, infatti, immaginare una ripresa a breve termine per tutte quelle attività che in questi giorni stanno subendo gli effetti più pesanti della pandemia.

La vera sfida in questo caso sarà ricostruire. «C’è da attendersi un’inflazione pari al 5% se il lockdown dovesse superare i tre mesi», ha fatto sapere Lagarde (fonte La Repubblica).
Una previsione a cui si somma quella comparsa sulle pagine del Corriere della Sera negli scorsi giorni. Secondo il quotidiano «tra 90 giorni potrebbe non esserci più quasi il 50% delle imprese perché il sostegno al reddito non dà sufficienti garanzie al mercato ma solo al reddito dei lavoratori. Una parte dell’economia ci metterà tanto a rialzarsi, come il terziario e il turismo».
Il turismo, dunque, è un altro settore a rischio. Calcolando che si è registrato un calo delle prenotazioni fino al 100% in alcune zone, è facile immaginare una diminuzione della richiesta degli immobili destinati a “uso vacanze” sia per quanto riguarda le locazioni, sia per quanto riguarda le compravendite.

Mutui, non tutto è perduto


E i mutui? Il 2020 è cominciato con una vera escalation di richieste, sia per i mutui che per le surroghe. Insomma, dall’anno in corso ci si aspettava un notevole margine di crescita per il mercato della mediazione creditizia. Anche e soprattutto considerando le condizioni estremamente vantaggiose dovute al calo dei tassi di interessi che, a partire dal secondo semestre del 2019, si sono attestati sui valori più bassi di sempre.

Ma come è cambiato lo scenario con l’emergenza Coronavirus? Il calo dei tassi non è stato intaccato. Anzi, proprio in questi giorni di isolamento forzato si sta assistendo a una ulteriore discesa degli indici, con un divario davvero marginale tra i costi dei mutui a tasso fisso e i costi dei mutui a tasso variabile.

Se poi si aggiunge che la Banca Centrale d’Europa ha messo in campo tutta una serie di aiuti per arginare la situazione di crisi, si può persino ipotizzare che - nel caso di una diffusione del virus ancora più allarmante - la BCE potrebbe valutare l’ipotesi di un ulteriore taglio dei costi, a supporto di un’economia nell’Eurozona troppo fragile e a rischio. Ecco perché, a una prima analisi, l’emergenza in Italia potrebbe addirittura dare un’ennesima spinta alla crescita della domanda di mutui da parte delle famiglie. Un effetto che troverebbe pronte anche le banche, stando alle parole di Antonio Patuelli, presidente dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana). «A differenza di quanto accaduto nel 2008 e nel 2011, la crisi legata al Covid-19 trova oggi delle misure e delle risposte giuste, che non acuiscono le difficoltà ma che vanno a prevenire ricadute economiche e sociali anche per le banche: se tutto durerà pochi mesi avremo costi umani ed economici limitati. Una stretta creditizia è fuori dai nostri orizzonti. Le banche sono interessate a erogare credito: tra l’altro anche in questi giorni in cui sono chiuse molte filiali ma il lavoro con le imprese si sviluppa in maniera facilissima in remoto. Il settore bancario, come ha ribadito con chiarezza il governatore Ignazio Visco, oggi è molto più forte che nel 2008 e può valersi del tanto lavoro fatto da allora per sopportare al meglio situazioni di stress. Anche per le banche è fondamentale che la guerra al virus non diventi “mondiale”: per questo per ora va tamponata in primis l’emergenza sanitaria».

(fonte La Repubblica, «Patuelli: “Dalle banche niente stretta sul credito, bene le misure della BCE”»).




Autore:
Redazione Più Mutui Casa
Società di Mediazione Creditizia