Francoforte resta ferma. Nella riunione di ieri, 18 dicembre, la Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare invariato il tasso sui depositi al 2%. Restano stabili anche il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali, al 2,15%, e quello sui prestiti marginali, confermato al 2,40%.
Una pausa che arriva al termine di un ciclo di allentamento monetario senza precedenti: otto tagli consecutivi in dodici mesi, per una riduzione complessiva di due punti percentuali, culminata lo scorso giugno. Una scelta che riflette una fase di transizione nel percorso di normalizzazione della politica monetaria.
Quanto alle prossime mosse, «il consiglio direttivo è determinato ad assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine. Per definire l'orientamento di politica monetaria adeguato, si seguirà un approccio guidato dai dati in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione» si legge nel comunicato ufficiale.
In particolare, le decisioni sui tassi di interesse saranno basate «sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonché della dinamica dell'inflazione di fondo e dell'intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi».