Una nuova pausa per i tassi di interesse. La Banca Centrale Europea prende tempo, osserva, calibra. E soprattutto aspetta. La riunione di oggi, 30 aprile, del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea si conclude con un nulla di fatto: i tassi d'interesse restano fermi, complici tensioni geopolitiche sempre più pervasive e un contesto internazionale che torna a farsi instabile.
Sul tavolo pesano soprattutto le dinamiche legate all’energia, con il prezzo del petrolio in risalita e il rischio concreto che le pressioni inflazionistiche possano riaccendersi proprio quando sembravano sotto controllo.
Francoforte quindi sceglie ancora una volta la via della prudenza, mantenendo il tasso sui depositi al 2%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15%, mentre quello sui prestiti marginali si ferma al 2,40%.
Una decisione che riflette un equilibrio delicato: da un lato l’esigenza di non frenare ulteriormente una crescita già debole, dall’altro la necessità di non abbassare la guardia sull’inflazione.