Prima il rialzo di giugno, poi la pausa di luglio. Ora la BCE torna a intervenire sul costo del denaro. Nella riunione del 10 settembre di Berlino, la Banca Centrale Europea ha deciso di aumentare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento.
Così, il tasso sui depositi sale dal 2,25% al 2,50%, mentre quello sulle operazioni di rifinanziamento principali passa dal 2,40% al 2,65% e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale dal 2,65% al 2,90%.
Al centro della decisione c’è ancora una volta l’inflazione. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conseguente andamento dei prezzi dell’energia continuano infatti a esercitare pressioni sui prezzi nell’area euro. La decisione odierna sottolinea l'impegno del Consiglio direttivo di definire la politica monetaria in modo da assicurare che l'inflazione si stabilizzi sull'obiettivo del 2% a medio termine.